La Fanciulla del West al Teatro Comunale Pavarotti in due date a febbraio

Dopo il Trittico, la stagione del Teatro Comunale Pavarotti prosegue, giovedì 22 febbraio alle ore 20 e domenica 25 febbraio alle 15.30, con un altro titolo di Puccini, assente da ottant’anni dal palcoscenico modenese: la Fanciulla del West. L’opera debuttò nel 1910, anch’essa al Metropolitan di New York, sotto la bacchetta di Arturo Toscanini.

Lo spettacolo, firmato da Ivan Stefanutti, è frutto di una coproduzione italoamericana che ha aperto la stagione del New York City Opera lo scorso settembre prima di andare in scena a Cagliari, Ravenna, Pisa e Livorno. Il debutto è stato all’Opera Carolina in aprile. Dirige lo statunitense James Meena.

Ambientata fra il 1849 e il 1850 fra i minatori della Cloudy Monuntains della California, l’opera si apre in un Saloon di quello che oggi chiameremmo Far West. La proprietaria è Minnie (Amarilli Nizza), protagonista dell’opera e innamorata del ricercato bandito Dick Johnson (Enrique Ferrer), la cui vita lei riesce a proteggere fino al lieto fine.

Quest’opera anomala nella carriera di Puccini non si affida, come suo solito, alla cantabilità di arie famose (se si eccettua il “Che ella mi creda libera e lontana” cantata da Johnson nel terzo atto), ma si traduce sempre in un’orchestrazione raffinatissima, che interpreta in modo magistrale tutte le atmosfere della vicenda, e che venne portata ad esempio da molti musicisti, tra cui Ravel.

Puccini – in una serie di corrispondenze con Sybil Seligman e Giulio Ricordi – esprimeva grande soddisfazione per la Fanciulla del West, da lui considerata la sua opera migliore, per essere riuscito a creare un lavoro che finalmente imponesse una “concezione moderna” dell’opera.

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