The Medium di Gian Carlo Menotti al Festival di Spoleto

Una nuova, prestigiosa opportunità per gli allievi di Raina Kabaivanska: il 7 luglio saranno al Festival dei Due Mondi di Spoleto per una nuova esecuzione dell’opera drammatica in due atti The Medium di Gian Carlo Menotti. L’opera, composta da Menotti nel 1946, sarà presentata in forma di concerto, dopo il fortunato debutto in forma scenica, per la regia di Stefano Monti, tenutosi lo scorso marzo al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena, nel contesto del progetto Modena Città del Belcanto. 

L’esecuzione si terrà proprio nel giorno dell’anniversario della nascita di Gian Carlo Menotti (7 luglio 1911 – 1 febbraio 2007) e rappresenta quindi un tributo particolare alla memoria del compositore, che, del Festival di Spoleto, è stato il fondatore.

In scena ritroveremo il cast della rappresentazione che ha debuttato a Modena: Marily Santoro nel ruolo di Monica, Julija Samsonova-Khayet in quello di Madame Flora (nella foto),  Chiara Isotton (Mrs. Gobineau), Lorenzo Grante (Mr. Gobineau), Roxana Herrera Diaz (Mrs. Nolan ) e Arianna Manganello (una voce fuori scena). Al pianoforte ci sarà Paolo Andreoli. L’esecuzione sarà introdotta da Valerio Cappelli, giornalista del Corriere della Sera, con la partecipazione di Raina Kabaivanska. 

The Medium

Dopo aver assistito nel 1936 a una seduta spiritica, Menotti pensò di far rivivere questa esperienza in un’opera: il progetto si realizzò nel 1946 – con la prima rappresentazione al Brander Matthews Theater di New York, l’8 maggio di quell’anno – grazie a una commissione della ‘Alice M. Ditson Fund’ della Columbia University di New York, quando ormai il compositore si era già cimentato nel genere buffo con Amelia al ballo e The old Maid and the Thief (Filadelfia 1941). Con The Medium ottenne il successo anche nel genere tragico e, in seguito, ne preparò anche una seconda versione, lievemente ampliata, che venne presentata nella stagione 1947-48 all’Ethel Barrymore Theater di Broadway. Al successo americano si affiancò la diffusione europea: nel 1949 ebbe luogo a Genova la ‘prima’ italiana, con la regia del compositore, che ottenne un successo schietto, se pur non così clamoroso come negli Stati Uniti. Seguì, nel 1951, una versione cinematografica dell’opera (presentata anche al festival del cinema di Venezia), che l’autore-regista preferì realizzare in Italia dove, diversamente dagli Stati Uniti, «la macchina da presa è agli ordini indiscussi del regista», come ebbe a dire. Le riprese successive non si contano, sparse nei teatri di mezzo mondo: da Helsinki (1958) a Spoleto (1969, versione italiana di D’Amico, ripresa nel 1981), a Minsk (1989).