“Il Piccolo Spazzacamino” di Benjamin Britten al Comunale

L'opera per bambini andrà in scena al Teatro Comunale domenica 19 dicembre alle 17.30 e lunedì 20 dicembre alle 10 per la regia di Stefano Monti

Va in scena al Teatro Comunale Pavarotti-Freni domenica 19 dicembre alle 17.30, con replica per le scuole lunedì alle 10, Il Piccolo Spazzacamino di Benjamin Britten.

Creato nel 1997 e messo in scena con regolarità nel corso di oltre 15 anni, l’allestimento del Piccolo spazzacamino è fra i più indovinati che il Teatro Comunale di Modena abbia dedicato al pubblico di giovani e ragazzi. Questa produzione dello spettacolo, i cui interpreti sono allievi dei corsi Voci Bianche e Alta Formazione del Teatro Comunale, raccoglie i frutti del progetto di Modena Città del Belcanto, volto a unire formazione dei giovani cantanti e produzione lirica.

Il compositore inglese Benjamin Britten dedicò uno dei suoi titoli di maggior successo al pubblico dei bambini. Particolarità dell’opera è che non solo è rivolta ai più piccoli, ma è anche interpretata da giovanissimi cantanti-attori, in scena a fianco di cinque interpreti professionisti. I solisti Alex Martini, Davide Benigno, Eva Maria Ruggieri, Isabella Gilli e Maria Bagalà si esibiranno insieme al coro della Scuola Voci Bianche del Teatro e dei suoi giovani allievi Alice Chierici, Elena Pignatti, Antonio Iacaruso, Bianca Meregalli, Alessia Benassi, Erika Ranieri, Anna Elvezzi. La direzione musicale è di Paolo Gattolin, alla guida dell’Ensemble da Camera del Teatro, con regia e scene di Stefano Monti e luci di Andrea Ricci.

Forse il più grande compositore inglese del Novecento, Britten prese coraggiosamente le distanze dal modernismo delle avanguardie storiche attingendo invece alle forme del musical americano, alle canzoni popolari e alla musica colta antica e moderna, conciliando al contempo impegno sociale e forti doti comunicative. Il piccolo spazzacamino fu preparato da Britten per il festival di Aldeburg, che lui aveva fondato nel 1947, e lì fu presentato per la prima volta nel 1949. Britten vi racconta, in modo musicalmente tutto nuovo, una storia di bambini la cui tematica è tutt’oggi attuale. In un alternarsi di episodi divertenti e commoventi, la vicenda narrata è quella del piccolo Sam, che, abbandonato dai genitori, finisce nelle mani di due adulti senza scrupoli che lo sfruttano come spazzacamino. Saranno però i coetanei di Sam ad aiutarlo ad uscire dalla sua condizione: capitato in un asilo, infatti, il piccolo incontrerà un gruppo di bambini qui alloggiati che prima lo nascondono e poi lo aiutano a sfuggire per sempre ai suoi aguzzini portandolo in vacanza con loro. La storia di Sam ha un lieto fine: potrà tornare finalmente al mondo dell’infanzia dove l’unico compito che dovrà svolgere sarà quello di studiare, giocare ed essere un bambino.

Attraverso una storia che recupera i tanti racconti di bambini-lavoratori di epoca vittoriana e di dickensiana memoria, gli autori propongono una favola morale in cui i buoni e i cattivi sono chiaramente delineati e dove si vogliono sottolineare sia l’ingiustizia cui alcuni bambini sono sottoposti che, soprattutto, la forza della solidarietà tra i coetanei che diviene il motore per portare la vicenda al suo lieto fine. Per raccontare questa storia, Britten uscì dai canoni dello spettacolo musicale, e operistico in particolare, non solo superando la suddivisione fra pubblico e spettatori, ma anche riducendo le dimensioni dell’opera, sia per quanto riguarda l’allestimento scenico, sia per la durata (50 minuti), sia per l’organico strumentale. Il canto si trasforma in gioco e il teatro, assieme alla rappresentazione, diviene di nuovo coinvolgente, poiché il pubblico diventa protagonista in prima persona e anche i piccoli spettatori (come non accade mai nel melodramma dove i bambini non sono mai personaggi principali) si possono riconoscere sulla scena.