Premio Emilia-Romagna Cultura a Raina Kabaivanska 

Straordinari meriti artistici e impegno appassionato nella formazione di nuovi talenti per la cantante lirica, ricerca architettonica e sviluppo di tecniche costruttive innovative per l’architetto Dante Bini, anch’egli premiato a febbraio

Sono la cantante lirica Raina Kabaivanska e l’architetto Dante Bini i vincitori della prima edizione del Premio Emilia-Romagna Cultura istituito dalla Giunta regionale. Un premio annuale assegnato a un uomo e una donna che si sono distinti per l’apporto individuale alla crescita e alla definizione delle identità culturali del territorio, scelti tra le persone in vita che siano nate e/o residenti, vivano o lavorino in Emilia-Romagna.

Il premio, di natura simbolica, è stato assegnato quest’anno alla cantante lirica Raina Kabaivanska, di origine bulgara, che da tempo vive in Emilia-Romagna, e all’architetto emiliano Dante Bini, che vive da tempo in California. Per la cantante la motivazione del riconoscimento è legata agli straordinari meriti artistici della sua carriera e all’impegno appassionato per la formazione di nuovi talenti; nel caso dell’architetto, per i risultati altrettanto straordinari conseguiti nella ricerca architettonica e nello sviluppo di tecniche costruttive innovative. La consegna del Premio sarà effettuata dal Presidente della Regione Stefano Bonaccini in occasione di una cerimonia pubblica a febbraio.

Raina Kabaivanska

Nata a Burgas (Bulgaria), sul Mar Nero, vive da decenni in Emilia-Romagna, a Modena, ed è una delle cantanti liriche più importanti dei nostri tempi. Diplomata in canto e pianoforte al conservatorio di Sofia, nel 1957 debutta all’Opera Nazionale Bulgara. L’anno successivo ottiene una borsa di studio per studiare canto presso il Bolshoi di Mosca, ma chiede e ottiene di studiare canto in Italia, dove segue gli insegnamenti di Zita Fumagalli Riva a Milano.

Il suo debutto al Teatro alla Scala nel 1961 è l’inizio di una splendida carriera sui palcoscenici di tutti i grandi teatri e sale di concerti del mondo: dal Covent Garden di Londra all’Opera di Parigi, dal Metropolitan Оpera di New York al Teatro Colon di Buenos Aires, dal Bolshoj di Mosca all’Opera di Tokio, al Festival di Salisburgo e molti altri. Raina Kabaivanska è molto attiva in Italia, dove canta in tutti i grandi teatri e in molti altri più piccoli – La Fenice di Venezia, l’Arena di Verona, i teatri lirici di Torino, di Genova, di Parma, di Bologna, di Modena, l’Opera di Roma. Partner di Raina Kabaivanska sono alcuni tra i più grandi tenori del Novecento – Mario del Monaco, Jon Wickers, Carlo Bergonzi, Alfredo Kraus, Plácido Domingo, José Carreras, Luciano Pavarotti. Durante i suoi 55 anni di carriera Kabaivanska interpreta ruoli indimenticabili di un repertorio che colpisce per la sua ampiezza. L’amore per il belcanto l’ha portata a dedicarsi con passione all’insegnamento in Francia, Spagna, Bulgaria. In Italia ha insegnato all’Accademia Chigiana e, in particolare, presso il Conservatorio Vecchi-Tonelli di Modena. Qui, da oltre 20 anni, è attiva la sua Masterclass in tecnica vocale e interpretazione del repertorio, corso che è stato recentemente inserito tra le più prestigiose iniziative di formazione del protocollo Modena Città del Belcanto, un accordo tra più enti per la formazione professionale dei cantanti lirici, la promozione e la valorizzazione dell’offerta culturale del territorio.

Tra i suoi allievi figurano cantanti oggi ai vertici del panorama operistico internazionale come Maria Agresta, Andrea Carè, Veronica Simeoni, Vittoria Yeo e numerosi altri.

Dante Bini

Nato a Castelfranco Emilia (Modena) il 22 aprile 1932, occupa un ruolo di assoluto rilievo nel panorama culturale internazionale, per la sua incessante attività di sperimentazione nel campo dell’architettura contemporanea. Dante Bini si laurea in Architettura presso l’Università di Firenze nel 1962. Precursore di tecniche costruttive innovative, si inserisce a pieno titolo nei movimenti d’avanguardia italiani come Archizoom e Architettura Radicale e nelle ricerche portate avanti dal gruppo di architetti di Arcosanti in Arizona.

La ricerca di Dante Bini spazia in differenti settori dell’architettura: dalle case di abitazione popolare alla progettazione di case temporanee per il sopraggiungere di calamità naturali, dagli edifici specialistici fino alla forma urbana, arrivando a prototipi di abitazione per stazioni satellitari. Questa sua versatilità lo porta a viaggiare in diversi continenti, dagli Stati Uniti all’Unione Sovietica all’Australia. Alla visionarietà e sperimentazione Dante Bini coniuga un pragmatismo “emiliano”, sviluppando più di un centinaio di brevetti sull’automazione di cantiere. Fra questi, hanno assunto fama mondiale le Binishell (1969), semicupole realizzate sfruttando l’aria. Ce ne sono migliaia nel mondo, forse la più celebre è la Casa/Cupola di Michelangelo Antonioni e Monica Vitti in Sardegna. Dal 1981 si stabilisce negli Stati Uniti, applicandosi in particolare allo sviluppo di modelli urbani complessi caratterizzati da sistemi altamente tecnologici e sostenibili per la mobilità urbana collettiva, dove il motivo dominante della ricerca progettuale si fonde su un nuovo concetto di ecologia dell’abitare, l’arcologia.

 

 

Foto di Serena Campanini.