Martedì 30 settembre (ore 20.00) nuovo appuntamento con il Modena Belcanto Festival al Teatro Comunale Pavarotti-Freni: un’opera in prima assoluta dal titolo Gli uomini visti dall’alto, scritta a più mani da Antonio Giacometti e da Francesco Luppi, Filippo Passarella, Riccardo Bazzoni, allievi della classe di Composizione del Conservatorio Vecchi-Tonelli di Modena che ha prodotto lo spettacolo.
Il nuovo lavoro, che si annovera tra le opere da camera, è, inoltre, un omaggio a Jean-Paul Sartre nel 120° anniversario della nascita, e tratta della attuale tematica legata al femminicidio.
Allievi del Vecchi-Tonelli anche i cantanti: Margherita Monelliimpegnata nel ruolo di Eva, Josephine Palese in quello di LulùPaolo Delai è Paolo, Samuele Guerzoni Enrico, Carlo Lipreri un avventore. Ensemble del Conservatorio Vecchi-Tonelli di Modena diretti da Mario Sollazzo. Regia di Antonella Panini.
Gli uomini visti dall’alto è un’opera collettiva, spiega Antonio Giacometti compositore e autorevole docente, nata in ambito didattico ma con una forte valenza civile e volta ad affrontare temi sociali e politici, in particolare il femminicidio, attraverso il teatro musicale. L’obiettivo è coinvolgere il pubblico, evitando sia un’opera puramente estetica e distaccata sia un pamphlet didascalico e monotono. Per raggiungere questo scopo vengono utilizzati linguaggi musicali e teatrali diversi: armonie complesse ma riconoscibili per alcuni personaggi, cromatismi disturbanti per il protagonista, una tavolozza timbrica in continuo movimento con elaborazioni elettroacustiche per le scene oniriche e violente, e varietà di stilemi vocali dal seriale al pop fino alla recitazione, così da mantenere vivo il racconto e ancorarlo alla realtà. Ampio spazio è dato al teatro di parola nei momenti chiave, permettendo di esprimere tensione emotiva e rivelazioni del protagonista, mentre la musica sostiene e amplifica la drammaturgia senza sostituirla. In sintesi, si tratta di un lavoro che fonde testo e musica per provocare, commuovere e stimolare riflessioni profonde su una realtà sociale drammatica, mantenendo sempre alta l’attenzione dello spettatore.
La trama ruota attorno a Lulù, Eva ed Enrico, ospiti in una casa al mare, e a Paolo, compagno violento e maschilista di Eva. Il conflitto cresce tra gelosie, sospetti familiari e atti di violenza: Paolo uccide un automobilista e tenta di sedurre Lulù, mentre Enrico manifesta comportamenti aggressivi simili a quelli di Paolo. Eva, inizialmente paralizzata dall’amore per Paolo, trova la forza di reagire e lo avvelena, cercando poi di suicidarsi. Miracolosamente sopravvive, traumatizzata ma determinata a ricominciare, consapevole della propria libertà.
Il librettista Giovanni Peli, invece, ci spiega che l’operaesplora la complessità dei rapporti familiari attraverso quattro personaggi profondamente connessi tra loro. Questi personaggi incarnano tratti psicologici emblematici dei nostri tempi: la velocità dei cambiamenti sociali, la superficialità dei rapporti, l’instabilità emotiva e la tendenza al narcisismo.
Mettere in scena problematiche come il femminicidio, in quest’opera, che porta la regia di Antonella Panini, non ha alcuna intenzione pedagogica o moralistica. Al contrario, mira a provocare una riflessione critica sul nostro presente, mostrando come emozioni e relazioni umane siano spesso anestetizzate o deformate. In sintesi, l’opera non propone soluzioni né condanne immediate, ma si fa strumento per interrogarsi sul nostro tempo: sulla tensione tra apparenza e realtà, tra normalità sociale e rabbia nascosta, tra conformismo e malvagità insita. L’obiettivo dell’autore è smascherare cosa si cela dietro crimini come il femminicidio, mostrando il lato oscuro della società contemporanea e le contraddizioni profonde dei rapporti umani.
La messa in scena de Gli uomini visti dall’alto rappresenta un’esperienza unica, permettendo agli interpreti, al regista, ai musicisti, di partecipare attivamente alla creazione dell’opera, integrando musica, testo e regia in un lavoro condiviso e intenso. Gli allievi del Conservatorio hanno affrontato una sfida complessa, interpretando personaggi psicologicamente profondi e immersi in un esistenzialismo contemporaneo ispirato a Sartre.
Con la partecipazione degli Allievi di Ars Ventuno Centro delle Arti. Progetto realizzato in collaborazione con Ars Ventuno Centro delle Arti a.p.s. e a.s.d.
