Per il progetto Kammermusik, terzo e ultimo appuntamento con il progetto che vedrà protagonista – venerdì 10 ottobre, ore 20.30 Teatro Comunale Pavarotti-Freni | Sala del Ridotto – il basso Giacomo Pieracci accompagnato al pianoforte da Maria Grazia Bellocchio.
Il concerto Kammermusik n.3 mette in dialogo tre voci musicali appartenenti a epoche e sensibilità differenti, ovvero Gustav Mahler, György Kurtág e la giovane compositrice Gaia Aloisi, accomunate da un rapporto intenso con la parola poetica come fonte e materia del suono dove il linguaggio e la musica si fondono, rivelando la parola non solo come veicolo di significato, ma come fenomeno fisico, corpo vibrante e materia sonora.
Si parte con Mahler per il quale la poesia è vocazione e specchio dell’esistenza. I Rückert-Lieder, composti tra il 1901 e il 1904, rappresentano una delle vette della sua produzione vocale, in cui l’autore si confronta con i versi intimi e meditativi di Friedrich Rückert. Ogni Lied è un microcosmo emotivo che unisce delicatezza e profondità, portando la parola poetica oltre il suo contenuto semantico fino alla trascendenza musicale. Nel celebre Ich bin der Welt abhanden gekommen, Mahler trasforma il sentimento di estraneità dal mondo in una sospensione del tempo e del suono: non un addio, ma una sublimazione dell’esistenza in un altrove sonoro.
Rispetto al ciclo di Des Knaben Wunderhorn, più popolare e ironico, i Rückert-Lieder segnano una svolta verso una dimensione più interiore, sobria e riflessiva, dove il pianoforte partecipa attivamente alla costruzione del senso poetico-musicale.
Con György Kurtág, tra i massimi maestri del linguaggio frammentato del Novecento, si entra nella poesia come una fonte di concentrazione e intensità. Nei Quattro canti su poesie di János Pilinszky (in seguito ridotti a tre), la parola diventa materia da scolpire insieme al suono.
I versi di Pilinszky, intrisi di dolore, solitudine e trascendenza, ispirano a Kurtág una musica fatta di gesti minimi e silenzi carichi di significato. Ogni Lied è un frammento di esistenza, una meditazione sull’essere e sull’assenza. Il pianoforte, ridotto all’essenziale, accompagna la voce grave come eco interiore, mai come semplice sostegno, ma come controparte spirituale.
Il risultato è una poetica del frammento: “minimo gesto, massima espressione”, cifra distintiva di Kurtág, che rinnova il rapporto tra parola, musica e silenzio.
Con Meinem Lieben, meinem Lied, la compositrice cagliaritana Gaia Aloisi si ispira all’ultimo verso della poesia di Rückert Ich bin der Welt abhanden gekommen. La sua scrittura, concepita per voce di basso e pianoforte, interroga i limiti tra parola, fonazione e suono puro.
Nella sua visione, la voce non è soltanto portatrice di significato, ma una presenza fisica, vibrante, che abita il silenzio. Il testo si svuota progressivamente di contenuto semantico per lasciare emergere sfumature timbriche, sospensioni e microvariazioni. Il pianoforte, lontano da ogni funzione di accompagnamento, diventa superficie riflettente e intermittente, in un gioco di sfioramenti e alternanze. Aloisi non racconta l’assenza, la abita, restituendo alla parola la sua corporeità e al suono la sua densità materica, in sintonia con le ricerche più radicali del secondo Novecento.
Giacomo Pieracci
Diplomatosi nel 2022 con Lode e Menzione d’Onore sotto la guida di Marina Comparato, Giacomo Pieracci ha studiato con Alda Caiello, Gabriele Lombardi, Maurizio Leoni e Mario Luperi. Vince il “Premio Tagliavini” e nel 2021 il “Concorso Comunità Europea per giovani cantanti lirici” del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. Ha debuttato in diverse opere, tra cui il Don Giovanni di Mozart e Madama Butterfly di Puccini, e anche il repertorio contemporaneo e moderno lo ha visto impegnato in opere come The Rape of Lucretia di Britten, Giovanni Sebastiano di Negri, nella prima mondiale de La Porta Divisoria di Carpi su libretto di Strehler, in Perseo e Andromeda di Sciarrino, Il Sign. 9 ne Il 3001, in prima mondiale, con musiche di Sarris, ne Il Pellegrino del Nulla, in prima mondiale con musiche di Perugini. Ha calcato i palcoscenici dei maggiori teatri italiani ed esteri. Fa parte stabilmente dell’ensemble Cremona Antiqua, Ensemble Il Canto di Orfeo, diretto da Gianluca Capuano, Ensemble Prometeo diretto da Angius. Ha inciso per Tactus, Nova Antiqua Records, EMA Vinci e Rai 5. Ha collaborato con i più rinomati direttori prendendo parte a produzioni che portano la firma dei maggiori registi della scena internazionale.
Maria Grazia Bellocchio
Perfezionatasi con Karl Engel al Conservatorio di Berna dopo gli studi di pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano, Maria Grazia Bellocchio è attualmente titolare della classe di Pianoforte dello stesso Conservatorio del capoluogo lombardo. La sua attività concertistica spazia dal repertorio solistico alla musica da camera, collaborando con artisti del calibro di Salvatore Accardo, Rocco Filippini e Bruno Giuranna. Si è esibita per prestigiose istituzioni musicali in Italia e all’estero, tra cui il Festival Mito, la Biennale di Venezia e il Festival Presences di Parigi. Collabora stabilmente con Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli. Nel 2011 ha ideato il progetto “Viaggio in Italia – Nuovo canzoniere popolare”, presentato al Maggio Musicale Fiorentino. La sua discografia include registrazioni per Ricordi e Stradivarius con opere di compositori contemporanei come Bruno Maderna, Franco Donatoni e Ivan Fedele. Nel 2023 il suo progetto sulle Sonate per pianoforte di Salvatore Sciarrino ha ricevuto il premio speciale della critica Franco Abbiati.
Gaia Aloisi
Gaia Aloisi (Cagliari, 1995) è una compositrice. La sua musica esplora la relazione tra suono, corpo e gesto, con particolare attenzione alla voce come corpo sonoro e materia plastica. I suoi lavori, regolarmente commissionati ed eseguiti in contesti internazionali, sono stati presentati in festival come Tête à Tête (Londra), Impuls Festival (Graz), Mixtur e Barcelona Modern (Spagna), RED NOTE (USA), Nuova Consonanza (Roma), LuganoMusica e Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e affidati a ensemble e orchestre di rilievo quali Klangforum Wien, Ensemble Dal Niente, Les Métaboles, Mdi Ensemble, Syntax Ensemble e Divertimento Ensemble, tra molti altri. Le sue opere sono state trasmesse da emittenti radiofoniche internazionali. La sua ricerca si nutre di un dialogo tra tradizione orale, tecniche improvvisative e prassi contemporanee, interrogando i confini tra gesto, parola e materia sonora e coinvolgendo il performer in una dimensione percettiva e fisica. Si è formata tra Svizzera, Italia e Austria e affianca alla composizione progetti di ricerca artistica in collaborazione con istituzioni accademiche, tra cui la Haute École de Musique di Ginevra.
