Hatis Noit with Akasha visuals / Marina Herlop

Hatis Noit voce • Akasha visuals
progetto in prima assoluta per Modena Belcanto Festival e l’Altro Suono Festival

(Giappone-Italia)

Marina Herlop voce • Clàudia Ibáñez Balletbó vocalist
Antoni Llull Galmés percussioni

(Spagna)

in collaborazione con l’Altro Suono Festival nell’ambito di Modena City of Media Arts

Hatis Noit, ‘il gambo del fiore di loto’ in giapponese, è artefice di una musica profondamente emotiva ma al tempo stesso d’avanguardia, dove il gagaku, l’opera, i canti bulgari e il pop si incontrano magicamente grazie anche a una voce viscerale e unica che ha affascinato artisti come David Lynch e ha ricevuto importanti riconoscimenti da testate quali il New York Times e il Guardian. Un aspetto importante delle sue esibizioni dal vivo è l’interazione con lo spazio della performance, inteso come luogo fisico e anche come riferimento alla cultura e alla tradizione locale.

Akasha, alias di Riccardo Franco-Loiri, è un visual e new media artist che pone la sua ricerca nell’astrattismo digitale, influenzato dall’ipertecnologia e dal rapporto fra percezione e rappresentazione. I suoi lavori spaziano dal videomapping architetturale alle live performance immersive, da installazioni interattive agli stage design. Dal 2018 è co-fondatore dello studio High Files, specializzato in 3D mapping e installazioni visuali di larga scala. Suoi artwork e performance sono stati esibiti a festival e musei come Bright Festival Leipzig, Constellation de Metz, SSA Brazil, theLeonardo Utah, Seeyousound, e su magazine come STIR, Fact.mag, Clot, XLR8R.

Marina Herlop è al quarto lavoro di una carriera musicale in continua evoluzione, dopo un esordio, Nanook (2016), che ha ricevuto i primi riconoscimenti dalla stampa specializzata, il secondo disco Babasha (2018) e il terzo album Pripyat (2022), presentato in molti fra i palcoscenici più importanti d’Europa. In Nekkuja (2023), l’ultima sua fatica, Herlop diventa sempre più protagonista con una voce che si muove fra drum’n’bass, loop vocali e ritagli di paesaggi esotici dando spazio a melodie e a una metaforica luce che filtra tra gli alberi nell’umidità della foresta con echi di Meredith Monk, musica sacra, Björk e Lucrecia Dalt.